Giappone: Il Misterioso Boom Dell’Indice Nikkei

abe

Il +7,7% registrato dall’indice Nikkei nella sola seduta di mercoledì sembra essere quasi totalmente ingiustificato, ma la Storia ci insegna che una giustificazione per questi eventi esiste sempre

Forse a qualcuno sarà sfuggito, ma durante la seduta di mercoledì l’indice azionario giapponese Nikkei ha fatto registrare un sobrio +7,7%, vale a dire la variazione percentuale maggiore vista da oltre sette anni a questa parte.

Martedì la coalizione politica guidata dal premier Shinzo Abe ha vinto le elezioni nel paese, cosa che garantirà alla destra di governare per altri tre anni. E dato che confermare Abe è una mossa che implica il via libera ad un altro triennio di Abenomics con mega QE garantito, la borsa di Tokyo ha chiaramente ottime ragioni per festeggiare.

Ed ecco il boom del dopo-elezioni:

nikkei

C’è qualcosa che non ci convince, e, in effetti, anche il Financial Times sembra avere dei dubbi sul rally in questione.

Tra tutti, abbiamo due grossi motivi per osservare con perplessità l’esplosione verso l’alto del Nikkei lo scorso mercoledì:

1) La vittoria di Abe non sembrava essere in grande dubbio, tanto che pensavamo che questo evento fosse praticamente già prezzato dalla borsa

2) Abe non ha fatto annunci plateali su nuove mosse politiche, si è limitato a confermare la propria intenzione di ridurre la pressione fiscale sull’aziende di almeno 3,3 punti percentuali

3) Sappiamo che il Giappone è uno dei pochi paesi sviluppati nei quali la banca centrale dichiara apertamente di comprare direttamente azioni quotate sul mercato interno

Con i primi due punti indichiamo le ragioni della nostra perplessità, con il terzo punto mostriamo invece la nostra teoria.

Il fatto che il governo abbia dato il via libera all’acquisto di azioni, potrebbe farci pensare all’avvicinarsi di un avvenimento macroeconomico importante. Sappiamo che la settimana prossima la Federal Reserve potrebbe rialzare i tassi, e sappiamo che, normalmente, una banca centrale può essere informata sulle decisioni di politica monetaria prese da un’omologa istituzione straniera attraverso una miriade di canali differenti (ricorderete la mossa shock della banca centrale svizzera di svincolare il franco dall’euro poche settimane prima dell’annuncio del QE nell’Eurozona). Sospettiamo quindi che Tokyo abbia saputo tra martedì e mercoledì che la Fed non rialzerà i tassi la prossima settimana, e che quindi ne abbia approfittato per incrementare la propria esposizione long sul mercato azionario nazionale.

Ora, in che modo il governo giapponese compra azioni ? Lo diciamo subito, il governo non si riunisce tutte le settimane per analizzare l’andamento del proprio portafoglio azionario e scegliere cosa comprare e cosa vendere, ma fa esattamente quello che tutti i governanti del pianeta fanno: delegano la questione ad altri soggetti.

E in questo caso i soggetti si chiamano fondi pensione pubblici, attraverso i quali è direttamente lo Stato ad entrare sul mercato azionario in maniera piuttosto plateale.

La settimana prossima potremmo scoprire la verità anche su questo misterioso balzo della borsa giapponese (sarebbe interessante, ad esempio, notare una crescita ridotta rispetto alla media mondiale del Nikkei in seguito ad un eventuale ennesimo rinvio del rialzo dei tassi negli USA), vi terremo aggiornati.

 

 

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