Krugman: Cipro deve uscire dall’Euro subito

Nobel Prize 2008 recipient in economics

Dal suo blog sul NY Times, vi proponiamo l’ultimo articolo del premio Nobel Paul Krugman

Nobel Prize 2008 recipient in economics

Un corrispondente che stimo mi ha (cortesemente) sfidato a scrivere in modo chiaro e semplice quello che ritengo dovrebbe fare Cipro – lasciando da parte tutte le questioni relative all’applicabilità politica di quello che dirò. E ha ragione: mentre, da un lato, penso che sia giusto passare la maggior parte del mio tempo su questo blog entro i limiti di quello che è politicamente realistico attendersi  (puntanto tutto su un insieme di ragionamenti e ironia per spingere in avanti quei limiti nel corso del tempo) una volta ogni tanto dovrei limitarmi solo a dire categoricamente che cosa avrei fatto se io ne avessi avuto la possibilità.

Ecco qua: sì, Cipro dovrebbe lasciare l’euro. Ora.

Il motivo è intuibile: rimanere nell’euro comporterebbe una depressione gravissima, che durerebbe per molti anni, mentre Cipro sta cercando di costruire un nuovo settore dell’export. Lasciando l’euro, e lasciando crollare il tasso di cambio della nuova moneta, tale ricostruzione avrebbe una forte accelerazione.

Se si guarda alla bilancia commerciale Cipriota, si capisce quale enorme danno il paese sta per subire. Parliamo di un’economia molto aperta con due principali beni esportati: i servizi bancari e il turismo – e uno di questi è appena scomparso. Questo fatto è in grado, da solo, di portare ad una crisi gravissima, ma, oltre a questo, la troika chiede maggiore austerità, anche se il paese ha apparentemente un bilancio primario (senza interessi) quasi in pareggio. Non mi sorprenderebbe vedere un calo del 20 % del PIL reale.

Qual è il percorso da seguire? Cipro ha bisogno di un boom turistico, oltre a una rapida crescita delle altre esportazioni – la mia ipotesi sarebbe l’agricoltura come settore trainante, anche se non sono molto competente in materia. Il modo più ovvio per arrivarci è attraverso una fortissima svalutazione; sì, alla fine, questo probabilmente porta a offerte vantaggiose che attirano molti pacchetti turistici britannici.

Arrivare allo stesso punto tagliando i salari nominali richiederebbe molto più tempo e infliggerebbe molti più danni, umani ed economici.

Ma è possibile lasciare l’euro ? Secondo Eichengreen [economista Statunitense, NdT] che anche solo una ipotizzata uscita potrebbe causare fuga di capitali da panico e assalti agli sportelli, ma questa tesi è deboluccia: le banche sono chiuse, e il capitale è fortemente controllato. Perciò, se fossi un dittatore, semplicemente prolungherei  la chiusura delle banche abbastanza a lungo per preparare la nuova moneta.

OK, e per ciò che riguarda le banconote ? Io non sono un esperto in materia, ma conosco ipotesi sulla possibilità di ricorrere alle carte di debito in circolazione, in modo che le imprese possano riprendere senza dover aspettare che qualcuno comandi le macchine stampatrici. Il governo potrebbe anche essere in grado di emettere scritture temporanee, una sorta di “pagherò” (IOU) che non sono banconote vere e proprie, ma una misura solo transitoria.

Sì, sembra qualcosa di disperato e improvvisato. Ma la disperazione è giustificata! In caso contrario, stiamo parlando un livello di austerità alla greca o peggio in un’economia i cui fondamentali, grazie alla implosione del sistema bancario off-shore, sono molto peggiori di quanto quelli della Grecia siano mai stati.

La mia ipotesi è che niente di tutto questo accadrà, almeno non subito, la leadership del paese teme il salto nel buio che verrebbe dall’uscita dall’euro, nonostante l’orrore evidente di cercare di rimanere in questa situazione; ma, come ho detto, penso che l’uscita dall’euro sia ora la cosa giusta da fare.

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