La Cina scopre di essere in crisi demografica

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Il Paese della “politica del figlio unico” ha improvvisamente scoperto che soffocare la naturale crescita demografica può essere un disastro anche per l’economia, Pechino tenta di correggere gli errori del passato: ci riuscirà ?

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Nella maggior parte dei Paesi economicamente sviluppati, lo Stato cerca, con mezzi più o meno efficaci, di incentivare la crescita demografica della popolazione (ad esempio con varie agevolazioni fiscali come quelle che aveva introdotto il Governo Monti sull’IMU per la prima casa, anche se pare che lo “sconto per i figli” sarà presto cancellato con l’approvazione dell’ultima Legge di Stabilità del Governo Letta), in Cina, invece, si è assistito all’esatto opposto per diversi anni.
Il tasso di crescita della popolazione Cinese sembrava essere fuori controllo verso la fine degli anni Ottanta, così il Partito Comunista aveva introdotto la “politica del figlio unico”: vuoi avere più di un figlio ? Benissimo, allora noi ti tartassiamo di tasse perchè stai creando un danno all’interà comunità (l’immagine sopra riporta uno dei manifesti che annunciava questo tipo di politica nel 1986).

Quando questa politica venne introdotta, qualche perfido e cattivo Occidentale fece notare che le misure varate dal Governo centrale di Pechino erano troppo repressive per non causare, oltre ad un danno demografico, un (conseguente) danno economico difficile da stimare in termini di produttività e di produzione.

Lo scorso Gennaio Morgan Stanley aveva pubblicato un paio di grafici sulla questione demografica Cinese:

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Presto la popolazione in età lavorativa comincerà a ridursi. Notate che il tasso di dipendenza demografica nel grafico è rappresentato dalla linea arancione, la quale corrisponde all’asse verticale a sinistra che, come vedete, è stato capovolto. Questo significa che negli ultimi anni il tasso di dipendenza demografica si è ridotto dal 75% al 40%, ma presto supererà il 50% per arrivare, verso la metà del secolo, al 65%.
Che impatto avrà questa crescita del tasso di dipendenza sul PIL ? Come dicevamo prima, gli effetti economici dei cambiamenti demografici sono sempre difficili da prevedere, ma possiamo fare un confronto con quello che è successo in Giappone e in Corea del Sud:

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In entrambi i Paesi si è registrata una riduzione dei tassi di crescita del PIL connessa alla crescita del tasso di dipendenza demografica (il quale nel grafico è sempre rappresentato “invertito”).

Il Partito Comunista Cinese ha quindi approvato una modifica alla politica del figlio unico, d’ora in poi le famiglie Cinesi potranno avere fino a 2 figli (che è comunque il doppio di 1, quindi parliamo di una modifica importante) senza subire particolari “sanzioni” da parte del Governo.

Ci vorranno decenni per capire l’importanza o meno di questa riforma, ma per chi credesse ancora che la politica del figlio uno non abbia provocato effetti di distorsione sulla popolazione Cinese è invitato a guardare il seguente grafico:

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Tutti i siti che pubblicano questo grafico lo definiscono come: “The most disturbing graph about Chinese demographic problem”, com’è possibile che in Cina nascano così tanti figli maschi rispetto alle femmine ? Più ci pensiamo, più questa storia diventa inquietante.

 

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