La Russia non può fare a meno di vendere il gas all’Europa

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Mentre Gazprom ribadisce la possibilità di interruzioni nella fornitura di gas naturale russo verso l’Europa centro-occidentale, è bene ricordare che una decisione radicale dei russi porterebbe più danni a Mosca che a noi

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(ripubblicazione di un articolo del 10 marzo 2014)

Domanda: chi dipende maggiormente dall’altro ? La Russia dalla UE o la UE dalla Russia ?

Mentre vi abbiamo spiegato che l’Ucraina si trova in una posizione di netta debolezza ecoomica rispetto alla Russia, lo stesso non può essere detto quando al posto dell’Ucraina consideriamo l’UE.
Ipotizziamo lo scenario peggiore (che, francamente, non ci sembra nemmeno così poco plausibile): la Russia decide di interrompere la fornitura di gas per tutta l’Europa, non solo per l’Ucraina.
Che cosa succederebbe ?

Prima di vedere i numeri, una premessa. Nel 2009 la Russia ha interrotto la fornitura di gas all’Europa per qualche giorno, quindi questo è già successo e non stiamo dunque parlando di fantascienza. All’epoca la chiusura dei rubinetti di Gazprom fu ordinata da Putin e, tra l’altro, la situazione politica di allora non era tanto diversa da quella di oggi. In seguito a tensioni con l’Ucraina (che già allora era in difficoltà con il pagamento della bolletta del gas verso Mosca, Kiev denunciò un prezzo troppo alto per il gas) Gazprom interruppe la fornitura di gas in tutto il territorio ucraino. Ovviamente, però, il gas russo passava ugualmente nei condotti sotterranei in Ucraina (in quanto doveva arrivare nel resto dell’Europa) e allora in diversi punti il sistema di distribuzione di gas fu danneggiato in modo da consentire agli Ucraini di appropriarsi illegalmente del gas diretto verso gli altri Paesi europei.
Come azione radicale, dunque, Gazprom chiuse direttamente i rubinetti centrali in Russia, lasciando l’Europa per diversi giorni senza gas (non ce ne rendemmo conto, in quanto ogni Paese ha una scorta di gas che viene usata in casi di emergenza), ovviamente il prezzo del gas naturale salì alle stelle in quei giorni.

Tutto questo per dirvi, dunque, che Mosca può benissimo decidere di bloccare la fornitura di gas anche per il nostro Paese, senza battere ciglio.
A questo punto la domanda che si pone è semplice: siamo sicuri che la Russia possa permettersi – almeno dal punto di vista economico – di bloccare la distribuzione di gas verso l’Europa centro-occidentale ?

La risposta, francamente, sembra essere assolutamente no.
Vediamo qualche numero:

- l’UE prende dalla Russia il 34% del gas che importa ogni anno (la dipendenza dalla Russia sta diminuendo negli anni, nel 2003 questa percentuale era pari al 45%)

- le riserve di gas nella UE sono pari al 10% della quantità necessaria annuale (questa percentuale è solo una media, ci sono Paesi come l’Italia che potrebbero andare avanti circa 3 mesi senza fornitura di gas, mentre l’Austria potrebbe arrivare fino a 6 mesi); è interessante sapere che in un solo anno questa riserva è aumentata, in media, del 20%

- la Russia è super-dipendente dall’export di gas naturale, il budget federale è composto per ben il 50% dai ricavi dalla vendita di gas naturale all’estero

- attraverso l’Ucraina passa solo 1/3 del gas naturale russo che arriva in Europa centro-occidentale

Capite bene che, quindi, l’UE si troverebbe senza dubbio in difficoltà in caso di interruzione totale russa della fornitura di gas naturale:

Ma, a quanto pare, sarebbe la Russia a pagare il prezzo più elevato.
Rinunciare al 50% del proprio budget federale significa dover desintegrare una parte enorme della spesa pubblica e, dunque, affossare il PIL.

Sì, magari il PIL nell’UE tornerebbe a decrescere senza gas russo, ma l’economia russa verrebbe letteralmente smantellata.

È tutto un bluff (a meno che Putin non si sia semplicemente bevuto il cervello, cosa che ci pare difficile conoscendo il personaggio)

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