L’IMU viene pagata all’estero ?

IMU

Diventata ormai il nodo fondamentale di una battaglia politica, vediamo come funziona l’IMU al di fuori dell’Italia

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Prendiamo in considerazione quello che ci dice a riguardo un report de “Il Sole 24 Ore”:

Francia
Guardando il confronto realizzato da Dla Piper per Casa24 Plus, la tassazione sulla seconda casa in affitto in Francia risulta molto elevata rispetto all’imposta sui redditi; questo succede perché le aliquote marginali sono basse sui redditi bassi e poi salgono molto. Quindi l’applicazione dell’aliquota marginale sul canone è alta. Le tasse sulla proprietà sono la Taxe foncière (corrispondente all’Imu, calcolata sul valore catastale e variabile a seconda del luogo, del fatto che sia prima o seconda casa e così via) e l’imposta sui patrimoni superiori a 1,3 milioni di euro. Le imposte sul reddito da locazione hanno aliquote progressive tra il 5 e il 45%. Esiste inoltre una Taxe d’habitation a carico dell’inquilino, che corrisponde mediamente a una mensilità d’affitto

Germania
Il caso tedesco è tra i più complessi, perché ogni Bundesland (Stato federale) ha una sua specifica normativa. Esiste una tassa fondiaria (equiparabile all’Imu italiana) calcolata in base a specifici moltiplicatori. Si parte dalla rendita catastale (circa il 60% del valore di mercato dell’immobile) comunicata da ogni Bundesland. Tale rendita viene poi moltiplicata per indici differenti a seconda delle province (in media intorno allo 0,35%) e della città. Non ci sono tasse patrimoniali sugli immobili. È invece prevista un’imposta sul reddito da locazione, ad aliquota marginale. Sulle spese effettivamente sostenute è poi calcolata una deduzione analitica

Regno Unito
Anche in Gran Bretagna esiste una tassa sul possesso degli immobili equiparabile all’Imu italiana. Si chiama Council tax e generalmente varia tra lo 0,5% e il 1,3% del valore catastale dell’immobile. Questa percentuale dipende da numerosi fattori: per esempio, per un appartamento situato a Londra si può considerare un valore medio compreso tra 1.200 e 3mila euro. L’imposta sul reddito da locazione è ad aliquota marginale ed è prevista una deduzione analitica delle spese effettive. Sui canoni d’affitto superiori a 125mila sterline (148mila euro) si applica anche uno Stamp duty, un’imposta di registro pari a circa l’1%. Non è invece prevista alcuna tassa patrimoniale

Spagna
È probabilmente il Paese in cui il regime fiscale sulla casa è il più simile a quello italiano. Anche in Spagna esiste un’imposta sul reddito applicata esclusivamente alla seconda casa, a cui si aggiunge un’imposta sui beni immobili con aliquote che variano tra lo 0,4% e l’1,1 per cento. È stata inoltre reintrodotta di recente una tassa patrimoniale applicata solo ad abitazioni di valore superiore ai 700mila euro. Anche qui è prevista un’imposta sui redditi da locazione ad aliquota marginale, con possibile deduzione delle spese effettivamente previste. Nel caso l’abitazione sia affittata a giovani tra i 18 e i 35 anni, il locatore beneficia di una esenzione integrale delle imposte sul reddito

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