Ma siamo sicuri che i mercati stiano “punendo” la Russia ?

Vladimir Putin

Vi facciamo una domanda a bruciapelo: il deflusso di capitali dalla Russia degli ultimi mesi dipende dalla crisi politica tra Mosca e Kiev ? Attenzione, la risposta potrebbe essere ben diversa da quanto vi aspettate

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(ripubblicazione articolo del 19 maggio 2014)

Torniamo indietro nel tempo, è il 19 giugno 2013 e un signore di mezza età si sveglia alla mattina nella sua casa di Washington per andare al lavoro. Prende il caffé, si fa una doccia veloce ed esce di casa un po’ di fretta sapendo che bere un caffé in una giornata così particolare per lui e per il suo lavoro non è stata poi una grande pensata.
Sul marciapiede di casa sua lo attende George, l’autista di sempre, che lo accompagnerà al lavoro anche in questo giorno difficile da gestire, come sempre.

Arrivato in ufficio, il nostro protagonista si trova davanti i suoi colleghi, fidati e non, che cercano di caricarlo per l’importante annuncio che dovrà fare qualche ora più tardi. “Coraggio Ben, prima o poi dovrai farlo” gli dice qualcuno, “La fai facile tu - pensa tra sé e sé Ben – alla fine tutti ricorderanno la mia faccia, mica la tua”.

Wall Street è in chiusura, ma Ben, che è sempre attento a come va la Borsa, non seguirà gli ultimi minuti di trading oggi.
Ecco cosa è successo quel giorno:

“La Federal Reserve potrebbe ultimare il suo programma di acquisto di asset entro la fine del 2014″, ormai Ben Bernanke ha sganciato la bomba sui mercati finanziari.

Per qualche giorno Wall Street scende in maniera pesante e i mercati emergenti seguono a ruota. Poi altri membri della Fed parlano nei giorni successivi per smorzare le dichiarazioni di Bernanke: la borsa americana si riprende, i mercati emergenti no.

La gran massa di Dollari messi in circolazione dalla banca centrale americana negli ultimi anni è stata forse la fonte primaria di crescita nei mercati emergenti, e, per questa ragione, anche solo l’idea che gli USA possano smettere di “stampare” (ricordiamo, in realtà il QE non consiste nella stampa fisica di denaro) moneta è un incubo per queste economie.

Come ben sappiamo, il tapering non arrivò così presto, dovemmo attendere fino a dicembre 2013 per avere l’annuncio ufficiale dell’inizio del tapering, ma poco importa: il tapering aveva già iniziato a fare i suoi danni ben prima del suo avvio.

Secondo le previsioni di BBVA, il flusso di capitali nei Paesi emergenti è inferiore al suo valore di lungo periodo di un bel 14%, che dovrà recuperare nei prossimi mesi.

Ma questa è una storiella che in tanti hanno dimenticato. Ora va di moda dire che, in un’economia emergente come la Russia, sono state le tensioni politiche tra Mosca e Kiev ad aver causato la fuga di capitali attualmente ancora in corso:

Ora, se prendiamo solo i dati dei mercati emergenti asiatici (Cina, India, Indonesia, Filippine, Thailandia, Corea del Sud, Taiwan, Hong-Kong e Singapore), lo scenario è il seguente:

Qualcuno ha voluto punire l’Indonesia per il referendum in Crimea ? Non crediamo proprio, ma la situazione è questa:

E che dire del Brasile ? Possibile che l’aurea di Putin arrivi fino a Rio ?

Se le banche e i grandi hedge fund fuggono dalla Russia, non è perchè credono che Putin sia cattivo. Lo fanno perchè sono perfettamente a conoscenza del fatto che il tapering porterà molte economie emergenti a rivedere al basso le stime sull’andamento del PIL per diversi trimestri, le minacce di Putin non avranno grossi effetti sul mercato fino a quando altri Paesi non decideranno di intervenire militarmente in Ucraina, fino ad ora nessuno sta “punendo” la Russia.

 

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