Ucraina: arriva la patrimoniale per evitare il default ?

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Di ufficiale per ora non c’è nulla, ma quello che si sa è che il Parlamento ucraino sta lavorando ad una tassa patrimoniale sui conti correnti in tutto il Paese; è questo il “prezzo” per restare nell’Unione Europea ?

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(ripubblicazione articolo del 26 marzo 2014)

Sarebbe interessante vedere un sondaggio su quanti cittadini ucraini siano favorevoli alla permanenza nell’Unione Europea. Anzi, a dire il vero, sarebbe ancora meglio vedere questo sondaggio fatto la settimana scorsa e rifatto questa settimana.
Che cosa è cambiato in pochi giorni ? Nel week-end ha cominciato a girare la voce di una tassa patrimoniale alla quale il Parlamento ucraino starebbe lavorando, e tanto potrebbe essere sufficiente a creare malumori tra gli Ucraini (specialmente pensando che questa tassa non potrà essere imposta alla Crimea che, fino a pochi giorni fa, era ancora parte dell’Ucraina).

Ecco quello che sappiamo:

il Parlamento di Kiev sta esaminando una proposta di legge, presentata dal deputato del Partito delle Regioni, Yevhen Sihal, riguardo all’imposizione di una tassa sui depositi bancari oltre i 50 o 100 mila hryvnia (meno di 4 o 8 mila euro). La proposta è stata condivisa in toto e rilanciata dal Primo Ministro Arseniy Yatsenyuk, il quale ha spiegato l’altro ieri come i ricchi debbano “condividere la loro ricchezza con la nazione. E’ tempo di giustizia, è tempo di aiutare il paese”.

Sempre secondo il premier, la misura colpirebbe il 10% della popolazione. Nello schema proposto dal deputato Sihal, la tassa colpirebbe quei depositi di banche o di altre istituzioni finanziarie, su cui fosse corrisposto un interesse maggiore del 5% a quello fissato dalla Banca Nazionale dell’Ucraina. Gli interessi, in questo caso, sarebbero colpiti da un’aliquota del 25%.

Il modello Cipro colpisce ancora, dunque. L’Unione Europea non ha perso tempo e ha voluto mostrare sin da subito agli ucraini il suo vero volto, quasi a non volere continuare ad illuderli.

Peccato che la patrimoniale in salsa tartara potrebbe mettere in fuga quei pochi capitali rimasti, come arriva a temere persino il leader del Partito Comunista, Petro Symonenko, non certo un fautore del libero mercato. Un guaio in più per un paese con un debito pubblico di 75 miliardi di euro e alle prese con una grave crisi finanziaria (fonte)

Come dicevamo all’inizio, ci piacerebbe vedere quanti Ucraini si sono convertiti al Putinismo negli ultimi giorni. E sì – lo diciamo nel caso qualcuno si stia ponendo la domanda – il modello Cipro esiste davvero e, a quanto pare, va pure parecchio di moda.

 

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