Ufficiale, il Governo Italiano non ha più un euro a disposizione

Italy-Crisis

Deficit sotto al 3% per l’Italia ? Ma non scherziamo, i dati ci dicono che siamo ben al di sopra del 7% per ora, cosa dovremmo fare per rientrare nei parametri della troika ?

Italy-Crisis

Mentre i vari Letta e Saccomanni si dicono ottimisti per il futuro (il proprio forse), le ragioni per essere ottimisti mancano. Perchè mancano queste ragioni ? Semplicemente per una ragione banale: non ci sono soldi.

Prendiamo tre paesi: USA, Giappone e Italia. I primi due, nonostante le convinzioni di coloro i quali evitano con cura di leggere i bilanci dei diversi Paesi, non hanno soldi in cassa, esattamente come l’Italia. Peccato però che i primi due abbiano deciso di reagire stampando denaro a ritmo forsennato, mentre noi abbiamo “subito” la decisione della BCE, utilizzando una politica monetaria molto più soft di quella utilizzata dalle altre banche centrali.

Ma vediamo l’Italia, lo scorso 4 Luglio i dati rilasciati dall’Istat ci hanno davvero gettato nello sconforto:

- nonostante tutto, la spesa pubblica è aumentata dell’1,3%; tale aumento si è concentrato soprattutto su attività non produttive (questo lo aggiungiamo noi, l’ex Presidente dell’Istat fa il Ministro ora, non aspettiamoci tanto dall’istituto di statistica)

- nonostante le belle parole, il nostro deficit è pari al 7,3% del PIL, questo è dovuto sia all’aumento del deficit in sé (la spesa pubblica aumenta ad un ritmo ancora maggiore delle entrate tributarie), sia alla contrazione del PIL

Come faremo a rientrare sotto il 3% ? Non ce la faremo, a meno di strane manipolazioni dei bilanci pubblici. Intanto Saccomanni tira fuori l’idea del Tagliadebito, quindi circa 1600 cespiti di proprietà del Ministero della Difesa saranno venduti, le entrate sono stimate in 600 milioni di euro, una cifra comunque ridicola rispetto a quello che ci servirebbe per ridurre drasticamente il nostro debito.

Quando si capirà che l’unico modo per aiutare l’Italia (e la Spagna) è inflazionare il sistema ? Una volta cresciuta l’inflazione, il nostro debito si ridurrà in termini reali. Fino ad allora, i soldi continueranno ad essere un problema per lo Stato (se poi aggiungiamo quel piccolissimo problema, ovvero l’assurda destinazione della nostra spesa pubblica ad attività economicamente inutili, possiamo dipingere un quadro piuttosto realistico della malagestione a cui le casse del nostro Paese sono state soggette per decenni: prima o poi tutti i nodi vengono al pettine).

 

 

 

 

Altri articoli

Lascia un commento per primo

Leave a comment

Your email address will not be published.

*