Alitalia: un passo importante verso la Francia

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Da MilanoFinanza leggiamo che, a quanto pare, il CdA di Alitalia sembra essere piuttosto disponibile verso il subentro di Air France in società, approvato un aumento di capitale da 100 milioni

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Il cda di Alitalia ha approvato un aumento di capitale da 100 milioni di euro. Il board ha terminato poco prima delle 17 la riunione in cui è stato dato il via alla manovra finalizzata al finanziamento del fabbisogno indicato dal piano industriale approvato nello scorso luglio la cui entità è decisamente inferiore all’offerta del gruppo Air France-Klm che nel 2008 propose al governo italiano di acquistare Alitalia per 2,5-3 miliardi di euro, accollandosi i debiti per altri 3 miliardi oltre a impegnarsi a investire 6 miliardi in 10 anni.

L’Alitalia odierna è nata nel gennaio del 2009 dalle ceneri della vecchia controllata dallo Stato grazie al progetto “Fenice”, un’operazione concepita per salvare l’italianità della compagnia di bandiera messa a punto da Corrado Passera, allora ad di Intesa Sanpaolo (e dal dg responsabile corporate, Gaetano Miccichè) e sponsorizzata dal candidato premier Silvio Berlusconi con il sostegno dei sindacati che bloccarono la generosa proposta di Air France-Klm.

Ma i problemi che il vettore italiano continua a manifestare hanno fatto rientrare in campo l’ipotesi di un’acquisizione francese e attraverso l’aumento di capitale varato oggi Air France potrebbe aumentare la sua quota all’interno della compagnia italiana. Il ministro allo sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha però auspicato di insistere sul piano industriale per raggiungere la parità dei conti prima di guardare a eventuali partner.

“C’è un piano industriale che consente di raggiungere il break-even”, ha detto oggi il ministro parlando di Alitalia a margine di un incontro ministeriale Ue, evitando però di indicare quale cifra sia necessaria per il risanamento dell’azienda pur ammettendo che “bisogna trovare delle risorse”. La linea del ministro è quindi chiara: Alitalia prima va risanata, successivamente si fanno le alleanze.

“Quello che Alitalia non deve subire è una situazione in cui, essendo debole, accetta quello che arriva perché non ha la capacità e la forza di affrontare la questione con l’importanza di una grande azienda nazionale nel campo del trasporto aereo”, ha precisato Zanonato. Sul possibile sostegno delle banche il ministro ha aggiunto: “se le banche sono d’accordo, è una cosa in fieri che stiamo discutendo. Penso che troveremo le risorse per superare questa fase”.

Nel frattempo, in un incontro bilaterale a Parigi con l’omologo francese Frederic Cuvillier, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha affermato: “ci pare naturale che il partner privilegiato sia chi ha già il 25% della compagnia italiana, ovvero Air France-Klm, ma non è escluso che possano presentarsi altri partner”. Ha inoltre assicurato che non c’è alcuna preclusione da parte del governo italiano a un aumento della quota di Air France-Klm in Alitalia ma a condizione che si riconosca il ruolo strategico del mercato e del vettore italiano e che ci sia la salvaguardia dei livelli occupazionali, dello sviluppo e degli scali italiani per evitarne la marginalizzazione.

Il cda di Alitalia riunitosi oggi ha anche approvato i conti semestrali dai quali è emersa una perdita netta in rialzo a 294 milioni dai 201 milioni dello stesso periodo dello scorso anno mentre la disponibilità liquida totale gestionale ammonta a fine periodo a 128 milioni di euro. Si è però ridotto l’indebitamento finanziario netto che risulta a fine giugno pari a 946 milioni di euro, inclusi i 95 milioni del finanziamento soci, rispetto ai 1.023 milioni del 31 marzio 2013.

I ricavi sono diminuiti del 4% a 1,621 miliardi, tuttavia i ricavi da traffico passeggeri sono risultati leggermente in crescita (+0,2%) rispetto allo stesso periodo del 2012. Mutata la composizione geografica dei ricavi: sul mercato domestico Alitalia segna un calo del 10,1% dei ricavi, mentre vede  un progresso del 3,7% nel segmento internazionale e del 9,1% in quello intercontinentale.

Il risultato operativo è negativo per 198 milioni di euro, in peggioramento dai -169 milioni del primo semestre dello scorso anno. Nella riunione odierna è stata inoltre decisa la convocazione del prossimo cda per il 3 ottobre per aggiornamenti, mentre è stata convocata per il 14 ottobre l’Assemblea straordinaria dei soci per deliberare l’aumento di capitale approvato dal board.

 

Articolo tratto da “Milano Finanza”

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