Il Bitcoin non è una cosa seria (purtroppo) e questi grafici lo dimostrano

Utah Software Engineer Mints Physical Bitcoins

Sarebbe splendido avere una valuta stabile non legata a nessuna banca centrale capace di adattarsi “in automatico” all’andamento dell’economia reale di un Paese, ma, se mai questo avverrà, non sarà certo con il Bitcoin

Utah Software Engineer Mints Physical Bitcoins

L’idea è molto bella in sé: escludere le banche centrali e creare una valuta capace di modificare il proprio valore sul mercato a seconda delle esigenze dell’economia reale. Se l’Euro avesse queste caratteristiche nel 2009 avremmo assistito ad una pesante svalutazione della moneta unica sul mercato del cambio, peccato che, allora, il Presidente della BCE Jean-Paul Trichet continuava a dichiarare che non era necessario nulla del genere e che, forse, non sarebbe servito nemmeno tagliare i tassi in futuro perchè già nel 2010 sarebbe arrivata la ripresa.

Le banche centrali, per interesse e/o per stupidità, commettono errori, errori che hanno le loro conseguenze dirette sui mercati (quante bolle speculative sono state prodotte da errori di politica monetaria ?). Diciamo, allora, che vogliamo eliminare tutte le banche centrali; domanda: riusciremmo ad eliminare anche le bolle speculative ?
Purtroppo no, e la ragione è semplice: i mercati finanziari non sono perfetti in quanto sono gestiti, usati e abusati da esseri umani i quali, per loro natura, prendono decisioni in condizioni di razionalità limitata.

Ecco una bolla speculativa che non è stata prodotta da nessuna banca centrale:

A parte il problema dell’enorme volatilità dei Bitcoin che rende la criptovaluta un puro strumento finanziario speculativo, ancora prima che una valuta, ci sono almeno altre due ragioni per cui non è logicamente pensabile che i Bitcoin diventino una “valuta ufficiale” (almeno per ora):

1) L’andamento dei prezzi in Bitcoin è, naturalmente in picchiata

Se gli Stati Uniti avessero sostituito, per assurdo, i propri Dollari con i Bitcoin, in questo momento ci si troverebbe in una situazione in cui la deflazione sarebbe pari al 98,5%:

BitcoinCPI

Questo è ovviamente dovuto al fortissimo rafforzamento dei Bitcoin rispetto ai Dollari negli ultimi mesi, capite bene che non sarebbe sostenibile (sarebbe già preoccupante la sola presenza di deflazione per gli USA, anche in misura centesimale, figuriamoci un tasso del 98,5% annuo).

2) Semplicemente, i Bitcoin non vengono usati abbastanza per poter anche solo ipotizzare una sostituzione del Dollaro

Il 64% dei Bitcoin si trova depositato in conti che non sono mai stati utilizzati, la moneta è ferma. Il restante 36% viene utilizzato sì, ma non più di quanto avveniva qualche mese fa. Come facciamo a sapere questo ? L’analista Jason Kuznicki ha messo su un grafico il valore giornaliero delle transazioni in Bitcoin (convertiti in Dollari USA):

BitcoinChart2

Cosa vedete ? Crescita ? Decrescita ? No: vedete un movimento laterale apparentemente infinito, il che dimostra che i Bitcoin che vengono utilizzati non beneficiano del classico effetto moltiplicativo della moneta che porterebbe il grafico precedente ad assumere l’aspetto di un trend rialzista.

Inoltre, i Bitcoin in circolazione valgono davvero molto poco rispetto anche solo alla liquidità immessa nel sistema Americano ogni mese dalla Federal Reserve: quando parliamo di Bitcoin parliamo, purtroppo, solo di briciole rispetto alle vere valute.

 

Altri articoli

Lascia un commento per primo

Leave a comment

Your email address will not be published.

*