Italia: crolla la produzione industriale a Luglio

SACCOMANNI, POSSIBILE RIPRESA IN IV TRIMESTRE 2013

Un disastro, dopo la leggerissima ripresa degli ultimi tempi il dato di Luglio sulla produzione industriale ha buttato all’aria il risicato guadagno produttivo della scorsa Primavera

SACCOMANNI, POSSIBILE RIPRESA IN IV TRIMESTRE 2013

La finora solo presunta ripresa economica Italiana è più o meno come cercare di uscire da un baratro profondo centinaia di metri saltellando su un piede: una stupida illusione.

Rimaniamo convinti del fatto che difficilmente il PIL riporterà un segno negativo anche nell’ultimo trimestre dell’anno (siamo pronti ad essere smentiti, ovviamente), ma abbiamo anche ribadito che il PIL reale non tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2020.

Fatta questa doverosa premessa (Confindustria parla di “fine della recessione” con una sicurezza ancora maggiore), il dato di Luglio sulla produzione industriale è davvero inquietante.

Su base mensile la produzione è diminuita dell’1,1% a Luglio:

Queste sono solo le variazioni percentuali, ma come siamo messi rispetto all’inizio del 2010:

Male, molto male.

Il confronto con altri Paesi fa ancora più male:

Considerando i tassi di crescita relativi, siamo i peggiori in questo grafico.

La produzione è poi crollata del 4,3% rispetto a 12 mesi fa, ecco il classico bollettino di guerra dell’Istat:

A luglio 2013 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell’1,1% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio l’indice ha registrato una flessione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2013 l’indice è diminuito in termini tendenziali del 4,3% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di luglio 2012). Nella media dei primi sette mesi dell’anno la produzione è scesa del 4,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A luglio 2013 l’indice destagionalizzato registra una variazione congiunturale positiva nel solo comparto dell’energia (+1,7%). Segnano invece variazioni negative i raggruppamenti dei beni strumentali (-3,1%), dei beni intermedi (-1,1%) e, in misura minore, dei beni di consumo (-0,3%).

Nell’ambito della manifattura, gli unici incrementi congiunturali si sono registrati per i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,4%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,2%).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a luglio 2013, diminuzioni tendenziali in tutti i raggruppamenti principali di industrie. Calano in modo significativo l’energia (-7,1%) e i beni strumentali (-6,6%), mentre registrano una flessione più contenuta i beni di consumo (-3,7%) e i beni intermedi (-2,1%).

Per quanto riguarda le dinamiche tendenziali dei settori di attività economica, a luglio 2013 l’unico comparto in crescita è quello delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+2,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano per i settori dell’industria del legno, della carta e stampa (-11,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,6%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto
(-8,4%).

Va bene così, continuiamo a pensare alla decadenza o meno di Berlusconi da Senatore, tanto è di questo che abbiamo bisogno, no ?

 

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