La BCE Ha Deciso: Via Al Quantitative Easing (Ma Occhio Al Trucco)

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Capire ora se il QE servirà all’economia europea o meno non è semplice, ma almeno la BCE, per una volta, è passata dalle parole ai fatti: da marzo partirà un Quantitative Easing da 60 miliardi di euro al mese, ma c’è un grosso asterisco che va osservato

(ripubblicazione articolo del 22 gennaio 2015)

Per chi fosse interessato, è possibile rivedere la storica conferenza stampa di Draghi di questa settimana a questo link.

Chi ha poco tempo da perdere, invece, apprezzerà un riassuntino di quanto detto dal presidente della BCE:

1) Le cifre: la BCE immetterà nell’economia europea 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016 a partire da marzo 2015. Sono 18 mesi (escludendo settembre 2016), il che equivale dunque ad un’immissione nell’economia di 1.080 miliardi di euro. Nella pratica, la BCE immetterà questi soldi nell’Eurozona attraverso le operazioni (già avviate) sugli ABS e, in più, con l’acquisto di titoli di Stato.

2) Dove andranno questi soldi ? Il criterio scelto da Francoforte è quello delle quote di partecipazione delle banche centrali nazionali nella BCE. Per una lista dettagliata, dunque, consigliamo di vedere qui.

Ovviamente, la parte più anti-QE del board della BCE deve aver dato battaglia negli ultimi tempi. È quanto si evince dai seguenti punti:

3) La BCE potrà acquistare titoli di Stato con due vincoli fondamentali. Per ogni nuova emissione, Francoforte non potrà acquistare più del 25% dei titoli di Stato offerti. Inoltre, i titoli acquistati dalla BCE non potranno superare il 33% del debito pubblico di un paese.

4) La condizione più preoccupante: la BCE si assumerà il rischio dell’intera operazione soltanto per il 20% del QE. Ci spieghiamo meglio, supponiamo il caso di un default italiano, che cosa succederebbe ai titoli di Stato acquistati dalla BCE nell’operazione di Quantitative Easing ? Diventerebbero chiaramente carta straccia e, in un’economia normale, la banca centrale perderebbe i soldi spesi per acquistare questo debito. 
Cosa potrebbe succedere invece nel fantastico mondo di Eurolandia ? Il 20% dei titoli acquistati dalla BCE rimarrebbero nelle mani della stessa banca centrale, mentre il rimanente 80% andrebbe a pesare nei bilanci delle banche centrali nazionali. Non sappiamo se ve ne rendete conto, ma in questa piccola sfumatura sta tutto il rischio che il QE non solo non funzioni, ma diventi addirittura dannoso. Perchè ? Semplicemente perchè quel 20% perso dalla BCE potrebbe essere, in caso di necessità, ristampato in tempo zero dalla Banca Centrale Europea, mentre l’altro 80% rimarrebbe nelle mani di banche centrali “finte”, ovvero banche centrali senza potere di stampare denaro per compensare le proprie perdite.
Siamo certi che questa clausola sia stata inserita dalla Germania e, sostanzialmente, il “trucco” del QE sta tutto qui signori.

Non stupisce, vedendo il punto 4, che il QE sia passato a larga maggioranza nel board della BCE. Non stupisce nemmeno che, con questa formula, Draghi non abbia escluso la possibilità di prestare denaro anche alla Grecia.

Abbiamo avuto il QE dunque, ma vi confessiamo che, mentre possiamo giudicare ragionevole il limite imposto al punto 3 al piano di acquisti di asset della BCE, facciamo davvero fatica a giudicare “positivo” quanto detto al punto 4.

Auguratevi di non vivere mai in un paese in default, dunque, soprattutto dopo questa svolta della BCE che, di fatto, ingigantirebbe le conseguenze della bancarotta di uno Stato.

 

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