La ripresa Americana continua ad essere sopravvalutata

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Sentiamo spesso dire che la politica economica Americana sarebbe spaventosamente migliore di quella nostrana; sarà anche vero, ma lo stato attuale del mercato del lavoro negli USA ci dice che i dati macro Americani potrebbero essere solo sopravvalutati

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La crescita negli Stati Uniti è reale (come abbiamo già dimostrato ampiamente su Sokratis), ma ci sono tanti indicatori economici che ci dicono che, in realtà, dall’altra parte dell’Oceano non se la cavano benissimo.

Stiamo parlando del job report relativo al mese di Dicembre, che è stato definito da tutti gli analisti “terribile”.
Partiamo dalle previsioni iniziali dagli analisti. Domanda: “Quanti posti di lavoro credete che il settore privato (escludendo quello agricolo) abbia creato a Dicembre ?”, ecco le attese iniziali:

  • Citigroup 165 mila
  • Barclays 175 mila
  • UBS 185 mila
  • HSBC 191 mila
  • Goldman Sachs 200 mila
  • JP Morgan 215 mila
  • Bank of America 220 mila
  • Deutsche Bank 250 mila

Il risultato ? I posti di lavoro creati sono stati soltanto 75.000, molto meno della metà di quelli attesi:

Nel 2013, quindi, gli USA hanno creato meno posti di lavoro rispetto al 2012:

Il rallentamento rispetto alla media dell’attuale ripresa (linea rossa) è evidente:

In tutto questo, sapete qual è il bello ? Ricordate quel nostro articolo di qualche settimana fa in cui si diceva che il tasso di disoccupazione sarebbe potuto scendere pesantemente a Gennaio per via di un banale “tecnicismo” ? (per vedere l’articolo, fate click qui)
Ebbene, questo è esattamente quello che è successo:

Il tasso di disoccupazione è passato dal 7% del mese precedente al 6,7% attuale, mica male eh ?
Peccato che sia tutto dovuto ad una riduzione del tasso di partecipazione al lavoro (più Americani, cioè, rinunciano a cercare un posto di lavoro e, dunque, non sono tecnicamente “disoccupati”):

ZeroHedge sostiene che, in realtà, il vero tasso di disoccupazione si attesta intorno all’11,5%:

Unica nota positiva della giornata ? La reazione di Wall Street: mentre prima del tapering un job report debole avrebbe buttato giù la borsa a causa dei crescenti timori sull’interruzione del Quantitative Easing, ora siamo in un mondo più “normale”, se il job report è debole la borsa scende, e viceversa:

Certo, la situazione è comunque più rosea di quella Europea, ma con questo post vogliamo farvi capire che l’economia Americana è ancora in affanno: l’incubo iniziato nel 2008 non è ancora finito.

 

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