Bitcoin: un’altra bolla speculativa ?

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I Bitcoin sono stati scambiati a valori molto elevati negli ultimi giorni, è giusto parlare di bolla speculativa ogni volta che la valuta virtuale fa notizia ?

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Procediamo per gradi, i fatti parlano chiaro:

Bitcoin Chart

In questo momento 1 Bitcoin è scambiato a oltre 300 Dollari USA, e come ogni volta in cui la criptovaluta prende il volo si apre il solito dibattito tra analisti: il Bitcoin è in bolla oppure il suo prezzo è giusto ?

La risposta giusta è, a nostro dire, una via di mezzo: è vero che il Bitcoin è probabilmente in bolla (spiegheremo subito perchè pensiamo questo), ma è innegabile l’interesse del mercato (non solo finanziario) per questo nuovo fenomeno valutario.

Partiamo dalle ragioni ufficiali che spingono il Bitcoin verso l’alto, vi daremo quattro lettere: Cina.
Quando il Bitcoin era ancora poco popolare, la sua domanda era concentrata interamente negli Stati Uniti, nel momento della prima bolla speculativa (quella dello scorso Aprile) la domanda di Bitcoin ha avuto un’impennata nell’area di Tokyo, ma il Giappone è appena stato scansato dalla domanda Cinese.
Tutto questo è avvenuto con la nascita di BTC China, impresa specializzata nello scambio di Bitcoin.

E questo ci porta all’altra teoria, quella della bolla speculativa. Siamo davvero sicuri che il Bitcoin abbia bisogno di un’impresa specializzata nel suo scambio ? Sinceramente, noi abbiamo dubbi. Non esistono imprese specializzate nello scambio di valute “classiche” (le banche ? Sì, ma non è la loro attività primaria), che fine farebbe BTC China nel momento in cui il Bitcoin dovesse crollare ?
Il problema è sempre il solito, il Bitcoin ha bisogno di una banca centrale.
Perchè ? Perchè semplicemente il BTC è l’asset ideale per avere bolle speculative: nessuno conosce il reale valore del Bitcoin e non esistono modi per calcolarlo.
Risultato ? Il Bitcoin è un pericoloso strumento di speculazione ad altissima volatilità, e il suo rialzo da 100$ a oltre 300$ in pochi giorni è la prova di quanto affermiamo.

 

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