Europa: Ma Gli Euroscettici Esistono Davvero ?

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Dopo il clamoroso cedimento di Syriza in Grecia, ci chiediamo se la Merkel sia davvero preoccupata dall’ascesa delle forze politiche euroscettiche all’interno dell’Eurozona

http://www.thestar.com/content/dam/thestar/news/world/2013/09/22/germany_election_merkels_conservatives_appear_headed_for_majority/merkel_champagne.jpg

(ripubblicazione articolo del 15 luglio 2015)

Alcuni giorni fa Goldman Sachs ha pubblicato un grafico che, secondo Zerohedge, dovrebbe impedire ad Angela Merkel di dormire la notte:

Francia, Spagna, Regno Unito, Italia e Grecia: tutti questi paesi stanno registrando un forte incremento nei consensi dei partiti euroscettici, ma, francamente, cominciamo a pensare che Berlino non abbia una grande paura di questi partiti.

La chiusura delle banche per due settimane ha portato Tsipras e i suoi a calare le braghe di fronte alle richieste della Germania (ammorbidite dalla Francia, ma comunque molto dure), e non siamo particolarmente stupiti dalla cosa.

Ma parliamo ora di paesi più economicamente rilevanti della Grecia e che, dunque, dovrebbero creare più problemi alla linea dura di Berlino:

1) Francia: Marine Le Pen non sarà mai Presidente della Repubblica francese, ed è inutile parlarne. Il secondo turno alle elezioni politiche francesi sembra essere quasi stato concepito apposta per evitare l’elezione di un partito estremista. Immaginiamo la vittoria al primo turno del centro-destra (guidato da Sarkozy o da Alain Juppé, le primarie del 2016 ci diranno chi sarà il prossimo presidente francese) seguito dal Front National di Marine Le Pen. A quel punto, è più che probabile che molti dei francesi che non hanno votato Les Républicains (nuovo nome del partito di centro-destra transalpino) avranno orrore di immaginare la Le Pen all’Eliseo, ed allora faranno convergere il proprio voto su Sarkozy o Juppé. Fu esattamente quello che accadde nel 2001, quando Jacques Chirac stracciò Jean-Marie Le Pen al secondo turno delle elezioni politiche con l’82,91% dei voti. Riteniamo che la Francia non creerà mai un problema all’Eurozona, sappiamo che in tanti non la pensano così, ma il sistema politico francese è di natura ostile all’estremismo politico del Front National.

2) Spagna: a dicembre 2015 è possibile (quasi probabile, ma non escludiamo sorprese) che Podemos ottenga più voti del partito del premier Rajoy. Anche se questo accadesse, non crediamo che ci sia tanto da temere per Berlino. Sì, la Spagna ha un PIL decisamente maggiore rispetto a quello Greco, ma dopo che abbiamo visto come Tsipras ha ceduto alla Merkel con la chiusura delle banche a tempo indeterminato, prevediamo qualcosa di simile con Podemos. Inoltre, Podemos non può essere realmente definito un partito euroscettico. Come Syriza, infatti, Podemos è dichiaratamente favorevole all’euro, ma ritiene che la politica economica comune europea sia quasi completamente sbagliata. Si tratta dunque di un euroscetticismo moderato, e non ci stupiremmo nel vedere un esito analogo a quello dello scontro tra Alexis Tsipras e Angela Merkel.

3) Regno Unito: l’unico vero paese che potrebbe seriamente abbandonare l’UE è uno dei pochi che non possiede l’euro. Se si farà il referendum sul Brexit (per ora è solo una promessa di Cameron), non è affatto improbabile che il Regno Unito saluti l’Unione Europea. Le conseguenze, a questo punto, sarebbero più politiche che economiche, ma non per questo andrebbero trascurate. Londra ha la sua moneta, la sua politica monetaria, la sua banca centrale e un’intenzione di proseguire lungo un cammino di austerità varato dal governo Cameron e approvato dagli elettori. In fin dei conti, dunque, i timori per un’uscita della Gran Bretagna dall’UE potrebbero essere esagerati in questo momento.

4) Italia: solo cialtroneria, come sempre. Le forze euroscettiche indicate nel grafico sono il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord. L’unico modo che la Lega ha per andare al governo è un’alleanza con altri partiti di centro-destra ed un’implosione del PD di Renzi. L’M5S non sembra invece avere speranze reali di vittoria, anche se i sondaggi mostrano una certa stabilità nei consensi e, dunque, è probabile che Grillo e i suoi rimangano a fare opposizione in un numero piuttosto rilevante ancora per diversi anni. Non va poi dimenticato che ora anche l’Italia ha il secondo turno alla francese alle elezioni politiche (non in tutti i casi come vedremo in futuro, ma spesso finirà così), e questo sistema potrebbe essere un ostacolo importante per le forze politiche più estremiste. C’è da dire però che, a contrario della Francia, la Storia ci insegna come gli Italiani non abbiano mai avuto grandi problemi nell’eleggere personaggi con idee politiche assurde.

La sconfitta di Tsipras contro la Merkel deve dunque farci riflettere, l’euroscetticismo è ancora troppo debole per essere un problema serio per la Germania.

 

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