Wall Street: “La disuguaglianza sociale è una minaccia per la produttività”

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L’ultima volta che l’1% della popolazione Americana ha avuto in mano il 20% della ricchezza nazionale è stata nel 1928, da lì in poi tutto è peggiorato

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Quando anche Wall Street comincia a preoccuparsi della disuguaglianza sociale, si capisce che c’è davvero qualcosa che non va.
È questo, in estrema sintesi, il messaggio che il Wall Street Journal ha buttato in prima pagina con un po’ di amara ironia.

Sono finiti i tempi di #occupywallstreet, le proteste sono finite da tempo ma, dopo mesi e mesi di silenzio, chi protestava scandendo slogan del tipo: “We are the 99%” potranno sentirsi realizzati: quell’1% ha appena ammesso l’esistenza del problema, e la cosa più bella è che lo ha fatto da solo, senza nessun aiuto.

Sì perchè non c’è bisogno di chiamarsi Karl Marx per capire che la disuguaglianza sociale è un grosso problema per un’economia: il miliardario Bill Gross, fondatore di PIMCO, ha infatti rilasciato una nota a tutti gli investitori in cui afferma che la disuguaglianza sociale sta minando la produttività degli Stati Uniti.

Da Stoccolma, il Professor Hans Rosling del Karolinska Insitutet ha risposto alle preoccupazioni di Wall Street in maniera ironica, della serie: “Solo ora ve ne accorgete ?”

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Il grafico dimostra la crescita di disuguaglianza nel reddito giornaliero in tutto il Mondo, e si basa su uno studio pubblicato da dei ricercatori dell’Università di Utrecht.

La domanda è sempre la stessa, quindi: fino a quando il sistema può reggere un tale disuguaglianza ? Esiste un limite in cui la corda si spezzerà ? La risposta ce la darà solo la Storia.

 

 

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